Set 01
  • Frontespizio del manoscritto seicentesco de Il Priorista Fiorentino
  • Dettaglio del manoscritto seicentesco de Il Priorista Fiorentino

Dai manoscritti seicenteschi de Il Priorista i blasoni delle famiglie nobili fiorentine

Aquile, tori, leoni ma anche pigne, pere, fiori. E ancora scale, castelli, frecce, spade e cappelli fino a unicorni e a creature bicefale. Tutto questo in miniatura e dai colori perfetti è conservato nelle pagine di due manoscritti del Seicento dal titolo Il Priorista di Francesco Segaloni che fanno parte del Fondo Strozzi dell’Archivio Storico INA e che riportano gli stemmi delle famiglie fiorentine più importanti e non solo.

Fin dal secolo XIV vennero compilati a mano dei registri contenenti i nomi di coloro che avevano ricoperto le cariche di priore (rappresentanti delle più importanti corporazioni delle cosiddette Arti, commerciali e industriali), dei gonfalonieri di giustizia e dei notai, elencandoli in successione cronologica.

Negli anni del Granducato mediceo, al fine di individuare in modo documentato la nobiltà dell’ascendenza delle famiglie fiorentine, sia per l’attribuzione di cariche pubbliche che lo richiedevano, sia per l’ammissione all’Ordine di Santo Stefano, vennero redatti dei Prioristi ordinati non più cronologicamente, ma per famiglie. A Firenze, i prioristi erano riconosciuti come i manoscritti, ufficiali o privati, in cui si registravano i blasoni di famiglia con i nomi dei priori e i principali avvenimenti verificatisi durante la loro magistratura.

Nei due manoscritti dell’Archivio Storico INA sono presenti all’inizio dei volumi degli indici delle famiglie nobili fiorentine tra cui Altoviti, Machiavelli, Strozzi, Peruzzi e Medici con l’indicazione della pagina in cui poi è riportato il blasone di famiglia e i nomi dei personaggi eruditi che si sono succeduti dal 1202 al 1530.

In aggiunta in un manoscritto è presente anche l’elenco dei senatori creati dal duca Alessandro Medici nel 1532 tra cui i Corsini, i Guicciardini e gli stessi Strozzi e la loro discendenza fino al 1641 e nel secondo, in coda al volume, alcune pagine che riassumono in successione solo gli stemmi delle famiglie nobili.