Set 15
Album fotografico di Antonio Kenda (Trieste, 27 aprile 1892) / ph. Duccio Zennaro

Il restauro ti fa bello!

E’ da poco giunta a termine la seconda campagna di restauro che ha riguardato un cospicuo numero di documenti, soprattutto ottocenteschi, conservati dall’Archivio storico Generali. Si tratta di più di 600 pezzi tra album fotografici, diplomi, opuscoli a stampa, polizze, registri, volumi di circolari e targhe incendi restituiti alla loro originaria foggia. Abili mani hanno provveduto a rimuovere polvere, muffe, ripristinare supporti sgualciti, ricomporre brandelli di carta ingiallita e colmare lacune.

Diploma di Ermanno Gentilli (Vienna, 1902)

Ed ecco riemergere colori squillanti, fulgide figure in perfetto stile Art Nouveau, come quella femminile, tratteggiata a olio su coperta in pelle dorata, a decoro dell’album fotografico di Antonio Kenda dedicatogli dai colleghi del ramo trasporti, o la vittoria alata in argento che campeggia sulla coperta del giubilare di Ermanno Gentilli, commissionato dalla Erste Allgemeine nel 1902 in onore del suo 25° anniversario di carriera, di pelle con inserzione di pietre preziose e placchette smaltate con vedute di Vienna e Trieste, a opera dell’orefice August Klein di Vienna.

E ancora, i tratti in bianco e nero del diploma conseguito all’Esposizione generale italiana di Torino del 1884 fanno sentire ancora il gusto della vittoria per la medaglia d’oro ottenuta dalle Assicurazioni Generali di Venezia per l’attività svolta nel settore grandine, ai quali fanno eco le dolci cromie dei racemi su cui poggia la Previdenza a ornamento della Memoria dell’Anonima Grandine realizzata per l’Esposizione torinese del 1898.

Il fragore dei moti del 1848 ancora risuona nella targa incendi con l’aquila bicipite e la scritta oro “Imp. R. Privil. Austro-Italiche Ass. Generali Venezia”, quando l’emblema asburgico era oggetto di atti vandalici, tanto da scomparire dalle insegne murarie, e dalla documentazione prodotta dalla Direzione veneta, e indurre i vertici della compagnia al cambio di denominazione, eliminando lo scomodo appellativo “Austro-Italiche”: appellativo che fa bella mostra di sé nell’intestazione della polizza più antica conservata in Archivio. Si tratta di una polizza vita del novembre 1832, con la quale un padre premuroso garantiva al figlio, al compimento del suo venticinquesimo anno, l’incasso di sei mila lire austriache.

Fragili elaborati artistici, carte di lavoro e chicche d’archivio restituiti a nuova vita sono ora a disposizione dei nostri consultatori.