Ago 31
Bilanci (XIX secolo) [ph. Duccio Zennaro]

La resa dei conti: la serie Bilanci della Ragioneria centrale

I bilanci rappresentano la fonte principale per studiare l’andamento e lo sviluppo di una società.

Le norme per la redazione e la verifica del bilancio vengono regolamentate, fin dalla fondazione delle Assicurazioni Generali Austro-Italiche, con il primo statuto (definito “contratto sociale”, capitolo VII, articoli 40-41), datato 26 dicembre 1831.

Per gli anni 1832 e 1833 sono conservati due bilanci “d’avviso”, che risultano gli unici a esser stati prodotti. Si tratta di una sorta di anteprima dei risultati, precedenti la pubblicazione del primo e del secondo bilancio ufficiale, relativi ai medesimi anni, in quanto questi furono divulgati appena nel 1834 e 1835. Della compilazione del primo “bilancio d’avviso” fu incaricato Pietro Brunelli, indicato nel verbale direzionale del 19 febbraio 1833 con l’appellativo di “tenitore di Libri”: di fatto egli fu il primo capo della Ragioneria, soggetto produttore dei bilanci. Nel regolamento organico del marzo 1832 è esposta la struttura del nucleo costitutivo di questo reparto: la prima sezione dello “scrittoio” è infatti definita “Contabilità e Registri”, Samuele Minerbi è direttore per il portafoglio e Antonio Seipelt direttore per la cassa e cancelleria, mentre Pietro Brunelli è responsabile della tenuta dei registri contabili (prima nota, libro giornale, libro mastro, registro tabellare per le assicurazioni dei rami trasporti e incendi, registro delle azioni e cartelle, saldaconti) e ha l’obbligo di estrarre i conti semestralmente; come copista gli viene assegnato Giuseppe Levi.

Bilancio 1832

Il primo vero e proprio bilancio (definito “di realizzazione”) venne dunque pubblicato il 5 maggio 1834, con i dati complessivi offerti dai soli rami trasporti e incendi, mentre non venne dato conto dei risultati del ramo vita in quanto si attendeva il raggiungimento di obiettivi maggiormente apprezzabili. L’utile fu di 17084,50 fiorini, considerato non molto cospicuo a causa di perdite sofferte in particolare nel ramo dei trasporti marittimi. Il documento è costituito da un semplice foglio di piccole dimensioni che sulla faccia opposta riporta il testo della relazione letta dalla Direzione all’assemblea degli azionisti. Nel corso del tempo da questo si passò a elaborazioni sempre più articolate, con cambiamenti che risentono sia di esigenze interne, dovute al crescere della Società, sia del recepimento di normative per la compilazione e pubblicazione del bilancio.

La relazione della Direzione, regolarmente presente all’apertura di ogni bilancio, espone all’assemblea degli azionisti i principali eventi dell’anno appena concluso. Oltre a illustrare i risultati dei vari rami d’operazione, spesso contiene notizie che riflettono eventi storici generali o più strettamente legati alla vita della Compagnia. Si ritrovano così accenni all’incendio del teatro La Fenice di Venezia nel 1836, agli avvenimenti politici e bellici tra il 1848 e il 1849 che impedirono la regolare pubblicazione del bilancio, circostanza che ebbe a ripetersi nel 1866 in conseguenza della terza guerra di indipendenza italiana che portò al passaggio del Veneto – e con esso della Direzione veneta – al Regno d’Italia (su questi eventi vedi Generali nella storia. Racconti d’Archivio. Ottocento, edito da Marsilio nel 2016). Accanto a notizie di questo genere vengono annunciati i decessi di figure particolarmente importanti al vertice della Compagnia, l’attivazione di nuovi rami, l’apertura di nuove sedi o la fondazione di compagnie figlie, oltre al prospettare le aspettative per gli sviluppi futuri.

Elenco delle sedi nel bilancio 1879

Il primo bilancio del ramo vita apparve nel 1837 e si riferiva al primo quinquennio di attività, mentre con l’anno successivo vennero esplicitati come bilancio “A” i rami danni e come bilancio “B” il ramo vita. Si aggiunsero poi le relazioni dei revisori e dei censori (1850) e l’elenco dei titoli azionari posseduti (1871). Il primo bilancio stampato in fascicolo rilegato venne prodotto per l’esercizio 1875 e permise di apprezzare meglio i dettagli dei singoli rami nel bilancio A; l’edizione del 1877 riportò per la prima volta la rappresentanza sociale e gli allegati che illustravano le diverse attività del ramo vita si fecero via via più corposi, mentre due anni dopo fu inserito l’elenco delle sedi principali, suddiviso fra territori della monarchia asburgica ed estero. A partire dall’esercizio 1894 figurarono come voce distinta anche le proprietà immobiliari; dal 1896 vennero inseriti in copertina i valori del capitale sociale, dei fondi di garanzia, dei capitali derivati dalle polizze vita, dei danni pagati nell’anno e il loro ammontare dalla fondazione della Compagnia.

Grafico vita e non vita nel bilancio 1881 [ph. Duccio Zennaro]

In occasione di anni giubilari per la Compagnia vennero prodotte delle edizioni speciali. Per il cinquantesimo bilancio nel 1882 furono ristampati il contratto sociale, l’elenco dei primi azionisti, il primo bilancio, oltre ad alcuni grafici dimostrativi dello sviluppo aziendale; per il settantacinquesimo anno di vita della Società nel 1906 venne inserito un quadro cronologico della rappresentanza sociale.

Anche la valuta cambiò nel tempo, riflesso delle scelte monetarie vigenti nell’Impero asburgico. Fino al novembre 1858 era in uso il cosiddetto fiorino “di convenzione”, sostituito dal fiorino “valuta austriaca” (nei bilanci spesso indicato con l’abbreviazione “V. A.”). Nel 1892 entrò in vigore la corona con un tasso di cambio di due corone per un fiorino, ma tale variazione venne effettivamente recepita soltanto diversi anni dopo, nel bilancio relativo all’esercizio 1897. Nel verbale direzionale del 27 gennaio del 1898 si deliberò di stilare il bilancio nella nuova moneta e la conversione in corone dei registri contabili e di tutte le altre attività della Compagnia.

Vennero pubblicati bilanci anche in altre lingue e in altre valute: rivolta al resto dei territori dell’Impero apparve, sempre in fiorini, un’edizione in tedesco parallela a quella in lingua italiana; una in lire italiane a partire dall’esercizio 1867, il primo dopo la già ricordata annessione del Veneto all’Italia; sono inoltre attestate versioni anche in altre lingue e valute europee come franchi francesi, marchi tedeschi, fiorini ungheresi, sterline inglesi, pesetas spagnole.

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