Apr 24
  • Fotogramma tratto da "Io voglio" (1963)
  • Fotogramma tratto da "Io voglio" (1963)
  • Fotogramma tratto da "Io voglio" (1963)
  • Fotogramma tratto da “Una famiglia tranquilla” (1963)
  • Fotogramma tratto da “Una famiglia tranquilla” (1963)
  • Fotogramma tratto da “Una famiglia tranquilla” (1963)
  • Fotogramma tratto da "Una famiglia tranquilla" (1963)

Popolari come un cartone animato

Due brevi cartoon per festeggiare il Cinquantenario (1963) dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni dal titolo Io Voglio e Una famiglia tranquilla. Si tratta della campagna pubblicitaria televisiva varata dall’Istituto per lanciare due nuovi prodotti.

Il cartoon a scopo pubblicitario era in uso già da vent’anni negli Stati Uniti, dove le compagnie d’assicurazione avevano capito come il cinema, al pari della stampa, fosse un mezzo straordinario per far conoscere al pubblico un determinato prodotto.

Fotogramma tratto da "Io voglio" (1963)

I due cortometraggi, a colori, vengono realizzati dalla Cartoons film di Milano (studio di animazione che produrrà una grande quantità di spot pubblicitari e di Caroselli) in collaborazione con i disegnatori Harry Hess e Giulio Cingoli. Proprio Cingoli, nell’Italia degli anni sessanta, era il più geniale e innovativo disegnatore d’animazione per il cinema e la televisione, la cui fama si diffuse ben presto fin oltreoceano, anche come regista e produttore, e che passò alla storia con il soprannome di “pupazzettaro”, attribuitogli dai colleghi. Con tempi che oggi sembrerebbero forse un po’ lenti (ciascun filmato dura più di tre minuti), ma attraverso argomentazioni del tutto attuali, i due cartoon chiariscono la necessità e l’opportunità di sottoscrivere un piano assicurativo privato e individuale. In entrambi, le immagini disegnate si mescolano a rielaborazioni fotografiche, mentre in sottofondo una voce maschile impostata in stile cinematografico guida lo spettatore in una narrazione che si conclude con il classico invito alla sottoscrizione della polizza presso una delle agenzie dell’INA, presenti in ogni capoluogo di provincia.

L’INA ricorre all’animazione cinematografica per la réclame di due polizze popolari, la categoria di prodotti flagship dell’Istituto: premi convenienti, polizze garantite dallo Stato, premi e capitali non sequestrabili. Entrambi i filmati scorrono in forma di brevi pillole di saggezza assicurativa.

Fotogramma tratto da "Io voglio" (1963)

In Io voglio il tema è la polizza della scuola a garanzia del futuro dei figli attraverso la formazione di scuola e università. Il cartoon è pensato per i più piccoli e fa leva su concetti semplici, ma è destinato agli adulti. Il percorso di studi per diventare ingegnere o infermiera (all’inizio degli anni sessanta del Novecento studiare a livello superiore non è ancora alla portata di tutti), come dicono i due protagonisti, ha un costo economico: da qui la polizza dell’INA.

Fotogramma tratto da “Una famiglia tranquilla” (1963)Al IX Festival Internazionale del Film Pubblicitario, svoltosi a Venezia nel giugno 1962, Io voglio riscuote un grande successo di pubblico, tanto che il presidente della giuria, un americano, chiede una copia del film per poterlo mostrare negli Stati Uniti. La Cineteca del Film Pubblicitario Italiano di Milano, invece, selezionerà la pellicola come materiale didattico per i corsi della Scuola Italiana di Pubblicità. Advertising Age, rivista settoriale statunitense, richiederà inoltre di poterne pubblicare alcuni fotogrammi.

Una famiglia tranquilla presenta invece la polizza lavoro e famiglia, pensata per i capifamiglia, per alleggerirne le preoccupazioni rispetto alla vecchiaia o alla malattia. La polizza INA sottoscritta privatamente integra perfettamente le prestazioni assistenziali dello Stato, proteggendo il lavoratore dagli imprevisti, rappresentati nel filmato da minacciosi punti interrogativi.

Questi cortometraggi fanno parte del patrimonio audiovisivo del Gruppo Generali, parte del quale è tutt’ora in corso di digitalizzazione. Offrono un efficace spaccato sociale del nostro Paese alla luce delle vicende storiche del rapporto tra Stato imprenditore e lavoratori e al contempo sono senza dubbio anche una preziosa testimonianza di storia del marketing assicurativo. Attraverso i cartoon l’INA è riuscita a parlare alle persone nella lingua dell’epoca, entrando nelle loro case attraverso la televisione, con le immagini e le parole giuste, dimostrando di saper stare al passo con le necessità e i gusti dell’epoca e, una volta di più, di essere in grado di cogliere le esigenze degli assicurati in ogni ambito della loro vita.